- SPECIALITÀAI prompt engineering: ingegnerizzazione ottimale di prompt per AI generative e rielaborazione dell'output generato per ottenere maggior consistenza/fondatezza, chiarezza e completezza, con integrazione di esempi e altre considerazioni/modifiche di cui l'AI non ha tenuto conto
- SPECIALITÀProdotti a predominanza di contenuto testuale: progettazione, produzione/revisione di manuali/guide/tutorial, paper, libri, presentazioni, testi dissertativi, relazioni, ecc... con garanzia di correttezza sintattico-grammaticale, coerenza d'uso delle convenzioni tipografiche, chiarezza, consistenza e fluidità /ritmicità , con e senza supporto di AI generativa ♦ progettazione/realizzazione di modulistica intelligente (consistente/coerente, chiara/intuitiva, senza ridondanze inutili, modulare/estendibile, integrabile con sistemi di interrogazione/elaborazione esterni)
Scusa, per caso hai detto mondi digitali alternativi?
Sì, esatto. Ma sarà meglio partire dall'inizio :-P
Il mondo dell'informatica, tanto nella realtà di rete quanto in quella del computer come officina per "creare cose", ha sempre esercitato su di me un fascino che, onestamente, non riesco a descrivere a parole. Ci provo.
Le nostre macchine
Quando mio padre portò a casa, nella seconda metà degli anni '80, un Commodore 64, fu amore a prima vista. Aveva la forma di un biscottone, poco più che una tastiera con un po' di elettronica al suo interno, e si presentava con un monitor a fosfori verdi sbrilluccicanti e fosforescenti, che lasciavano un'inconfondibile scia luminosa "fantasmosa" quando gli sprite (pun intended) o il cursore testuale si spostavano da un parte all'altra dello schermo.
Era grezzo, per niente user friendly; e per fargli fare qualcosa dovevi conoscere il BASIC. Nulla insomma di più lontano dai comodi ed elegantissimi desktop visuali moderni, davvero nulla. Eppure, ancora oggi quando lo accendo, non riesco a non riverirlo e a non restare incantato dalla sua maestosa semplicità ed "onestà ". Potevi smontarlo, ripararlo, modificarlo, prestarlo, farci quello che volevi. Ero tuo, era nostro.
Le nostre reti
Parliamo della rete. Come ho appena finito di dire, il mio ingresso nell'informatica è avvenuto nella seconda metà degli anni '80. In quel momento gli home computer dominavano il mercato dell'informatica domestica e i primi personal computer iniziavano a muovere i primi passi negli uffici e nelle aziende. Ma c'erano altre "entità " che si muovevano lentamente e indisturbate, oscurate dalla corsa dei colossi IT dell'epoca verso la creazione della miglior macchina o della miglior esperienza utente. Le chiamavano "reti telematiche", ma in pochi sapevano davvero di cosa si trattasse. E no, non sto parlando di internet. Parlo delle reti amatoriali di BBS (Bulletin Board Systems), come FidoNet, reti costruite dagli utenti per gli utenti sfruttando le reti telefoniche dell'epoca e che per quasi vent'anni, da quell'ormai lontano 16 febbraio 1978 (data di nascita della prima BBS, a Chicago), hanno svolto il ruolo di internet prima di internet. E se non sapete di cosa sto parlando... peccato. Vi siete persi un'epoca d'oro.
Sarò sincero: me la sono persa anch'io. Mio padre semplicemente non sapeva della sua esistenza; ed io avevo tipo 6 anni... E quindi niente, signora Maria, mi accontentavo di imparare il BASIC e giocare, fine della storia. Uhm.. fine... o inizio?
Internet e magia
Beh, accade che, a un certo punto, arriva internet, portando con sé e le sue innovazioni anche tutta la magia che aveva caratterizzato il networking degli anni precedenti; una magia che, chi l'ha vissuta, oggi non può far a meno di percepire al suono dell'handshake.
Perché magia? Perché internet, ai suoi esordi, non era un servizio: era un luogo. Un luogo da scoprire, esplorare e vivere. Un luogo dove potevi esprimere la tua identità senza doverla per forza rivelare o barattare per qualche like, dove potevi essere te stesso senza per forza essere bullizzato o deriso, dove potevi sperimentare in libertà rimanendo padrone della tua macchina e dei tuoi dati; ma, soprattutto, dove poterti sentire testimone di una rivoluzione culturale che solo pochi visionari avevano veramente compreso. Eravamo pionieri, ma la maggior parte di noi non lo sapevano, me compreso.
Fine della magia
A un certo punto, però, qualcosa si è rotto. Quel mondo parallelo (parlo dell'informatica più in generale, non solo di internet) ha iniziato a perdere progressivamente la sua originaria magia, a non essere più la culla della netiquette e della sperimentazione libera, quell'universo pieno di cose e persone sempre nuove ed originali da scoprire e che un tempo ci meravigliava. E così, a un tratto, quella che un tempo era un'isola felice per entusiasti della tecnologia e del (vero) progresso, era divenuta una piatta, omologata e statica versione di se stessa. Immagino sappiate di cosa sto parlando, giusto? Ecco, tutto questo, dal punto di vista di chi, come me, ha vissuto quel momento, credetemi, è molto, molto triste.
E quindi? Perché questo mappazzone?
Perché voglio confessarvi che, un po' per nostalgia, un po' per la voglia (o forse il bisogno) di vedere fino a che punto un'isola felice alternativa può nascere e sopravvivere nel mondo digitale attuale, ho iniziato nel mio piccolo a concepire nuove visioni, nuovi mondi possibili in cui poter (ri)vivere un'informatica differente, un'informatica con uno spirito più simile a quello originario. Delle alternative "umane e appassionate".
Visioni e progetti
Si tratta di "visioni" che metto nero su bianco da molti anni ormai e che solo da poco hanno iniziato a prendere forma. Oggi sono lontane dall'essere qualcosa di definitivo, ma più chiare nella mia mente di quanto non fossero tanti anni fa, quando iniziai le prime riflessioni al riguardo.
Non parlo di un solo progetto ma di diversi progetti, ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità ma in fondo accomunati dallo stesso intento di fondo: ricreare scene, ambienti, comunità , mondi alternativi. Nuovi cyberspace di oggi che recuperano buone idee del passato per costruire un futuro migliore.
Alcuni di questi progetti sono alla mia portata e in effetti potrei realizzarli anche da solo. Altri però sono molto complessi e al di fuori della mia sfera di competenze: sono progetti da realizzare insieme. Di cosa si tratta nello specifico? Ve l'ho detto: nuovi "mondi" ;-)
Disclosure
No, non voglio fare il misterioso; e in verità non l'ho mai fatto. Molti di quelli che mi conoscono sanno infatti che farnetico di queste strane idee da svariati anni, non inizierò certo adesso a tenerle per me. Anzi, rilancio: è arrivato il momento di iniziare a vuotare il sacco.
Ragion per cui, tenetevi liberi per il TEDxGiarre 2026, upcoming a Giarre il prossimo 14 marzo (biglietti qui). Non mancate 'ché mi incazzo.
A breve inizierò anche a pubblicare pillole di aggiornamento sul mio sito di dottorato. No, le mie visioni non c'entrano una cippalippa con la mia tesi di dottorato, ma al momento quel sito è l'unico posto dove posso pubblicare con agilità un po' di tutto senza perdere il controllo dei MIEI contenuti. È "casa mia", ecco.
Ok, mi sembra di aver detto tutto. Per essere sicuri, prima di chiudere, vediamo di ricapitolare.
- Quando il mood di internet e dell'informatica in generale ha iniziato a migrare verso i connotati odierni, ho iniziato a non riconoscermici più.
- Preso dalla nostalgia e dall'assoluta convinzione che nell'informatica del passato ci fossero tante ottime idee che varrebbe la pena oggi recuperare e rivisitare alla luce delle possibilità offerte dal progresso tecnologico, ho iniziato a reimmaginare l'informatica concependo possibili mondi alternativi.
- Questo esercizio mentale, andato avanti per tanti anni, non si è solo limitato a fantasticare su ciò che piacerebbe a me ma anche ad impostare una riflessione critica profonda sulla fattibilità e sulla reale utilità delle mie visioni, pivotando continuamente al fine di far emergere da mente e carta qualcosa di realizzabile e sensato.
- Ad oggi, nulla è stato ancora implementato se non a livello di principi/intenti, meccanismi di funzionamento, ricerca delle tecnologie abilitanti e relativi concept visuali e diagrammi strutturali; ma tutto sembra puntare nella stessa direzione.
- Ho così realizzato che, forse, è giunto il momento di iniziare a parlarne, essenzialmente con l'intento di trovare (brave) persone con una mentalità simile alla mia e in grado di offrire il proprio contributo1 a quella che potrebbe diventare una nuova avventura di pionierismo digitale.
Grazie :-)
Ok. Se avete letto fin qui, adesso sapete dove trovarmi e come rimanere aggiornati sui miei deliri. Ma se per caso, oltre agli aggiornamenti, foste interessati anche a contribuire, inviatemi una bella email. Il resto seguirà da sé.
Dall'internet è tutto, a voi studio -- com'è che dicono quelli fighi? Ah sì, stay tuned ;-)
--
Fabio
NOTE
⬑ Sia in termini tecnici che di capacità di offire una propria visione critica e oggettiva su ciò che io vedo.
Sorry, did you just say plausible digital worlds?
Yes, exactly. But it’s probably better to start from the beginning :-P
The world of computing — both as a networked space and as a creative workshop for building things — has always fascinated me in ways I can hardly describe. I’ll try.
Our machines
When my father brought home a Commodore 64 in the second half of the 1980s, it was love at first sight. It had the shape of a chunky rectangular box (hence its nickname, "the breadbin"), little more than a keyboard with some electronics inside, and came with a shimmering phosphorescent green monitor that left an unmistakable ghostly light trail whenever sprites (pun intended :-P) or the text cursor moved from one side of the screen to the other.
It was raw, not user friendly at all; and to make it do anything you had to know BASIC. In short, nothing could have been further from today’s comfortable and elegant modern visual desktops, truly nothing. And yet, even today when I turn it on, I cannot help but revere it and remain enchanted by its majestic simplicity and "honesty". You could take it apart, repair it, modify it, lend it, do whatever you wanted with it. It was yours, it was ours.
Our networks
Let’s talk about networks. As I just said, my entry into computing happened in the second half of the 1980s. At that time, home computers dominated the domestic computing market, and the first personal computers were beginning to make their way into offices and companies. But there were other "entities" moving slowly and quietly, overshadowed by the race of the IT giants of the era toward building the best machine or the best user experience. They were called "telematic networks", but few people really knew what they were. And no, I'm not talking about the internet. I'm talking about amateur BBS (Bulletin Board System) networks like FidoNet — networks built by users for users using the telephone networks of the time, which for nearly twenty years, since that now distant February 16, 1978 (the birth date of the first BBS, in Chicago), played the role of internet before the internet. And if you don't know what I'm talking about... well, too bad. You definitely missed out on a golden age.
I'll be honest — I missed out on it too xD. My father simply didn't know it existed; and I was about six years old... So yeah — that was it. And then I just settled for learning BASIC and playing games, end of story. Hmm... the end... or the beginning?
Internet and magic
Well, at some point, the internet arrived, bringing with it and its innovations all the magic that had characterized networking in previous years; a magic that anyone who experienced it cannot help but feel today at the sound of the handshake.
Why magic? Because in its early days, the internet was not a service: it was a place. A place to discover, explore, and live. A place where you could express your identity without necessarily revealing it or trading it for a few likes; where you could be yourself without necessarily being bullied or mocked; where you could experiment freely while remaining in control of your machine and your data; but above all, where you could feel like a witness to a cultural revolution that only a few visionaries had truly understood. We were pioneers, but most of us simply didn't know it — myself included.
End of the magic
At some point, however, something broke. That parallel world (I mean computing in general, not just the internet) began to progressively lose its original magic, no longer being the cradle of netiquette and free experimentation — that universe full of new and original things and people to discover that once amazed us. And so, suddenly, what had once been a happy island for enthusiasts of technology and (true) progress became a flat, homogenized, and static version of itself. I guess you know what I'm talking about, right? Well, all of this, from the perspective of someone like me who lived through that moment — believe me — is very, very sad.
So? Why this whole ramble?
Because I want to confess that, partly out of nostalgia and partly out of the desire (or perhaps the need) to see how far an alternative happy island can be born and survive in today's digital world, I have started, in my own small way, to conceive new visions — new possible worlds where a different kind of computing can be (re)lived, a computing spirit closer to the original one. Human and passionate alternatives.
Visions and projects
These are "visions" that I have been putting down on paper for many years and that have only recently begun to take shape. Today they are far from being anything definitive, but much clearer in my mind than they were many years ago when I first began reflecting on them.
I'm not talking about a single project but several projects, each with its own characteristics and peculiarities yet ultimately united by the same underlying intention: recreating scenes, environments, communities, alternative worlds. New cyberspaces for today that recover good ideas from the past in order to build a better future.
Some of these projects are within my reach and I could actually build them on my own. Others, however, are very complex and beyond my current skill set: they are projects to be built together. What exactly are they? I told you already: new "worlds" ;-)
Disclosure
No, I don’t want to be mysterious; and in truth, I never have been. Many of those who know me are well aware that I've been rambling about these strange ideas for years, so I'm certainly not going to start keeping them to myself now. On the contrary, I’ll go further: it’s time to start spilling the beans.
For this reason, keep yourselves free for TEDxGiarre 2026, coming to Giarre next March 14 (tickets here). Don't miss it or I'll get mad.
Soon I will also begin publishing short update snippets on my PhD website. No, my visions have absolutely nothing to do with my doctoral thesis, but at the moment that site is the only place where I can publish freely without losing control of MY content. It's "my home", basically.
Ok, I think I've said everything. Just to be sure, before closing, let's recap.
- When the mood of the internet and computing in general began to shift toward its current characteristics, I started to no longer recognize myself in it.
- Driven by nostalgia and by the firm belief that past computing contained many excellent ideas worth recovering and revisiting in light of today's technological possibilities, I began reimagining computing by conceiving possible alternative worlds.
- This mental exercise, carried on for many years, was not just about imagining what I personally would like, but also about setting up a deep critical reflection on the feasibility and real usefulness of my visions, continuously pivoting in order to shape something both achievable and meaningful.
- As of today, nothing has yet been implemented except at the level of principles/intentions, operating mechanisms, exploring which enabling technologies were available, and related visual concepts and structural diagrams; but everything seems to be pointing in the same direction.
- I have thus realized that perhaps the time has come to start talking about it — essentially with the intention of finding (good) people with a mindset similar to mine and capable of offering their own contribution1 to what could become a new adventure in digital pioneering.
Thank you :-)
Ok. If you've read this far, now you know where to find me and how to stay updated on my ramblings. And if you'd like to do more than just keep up with updates — I mean if you'd like to contribute, drop me an email. The rest will follow naturally.
And that's all from the internet — back to the studio... how do the cool kids say it again? Ah yes, stay tuned ;-)
--
Fabio
NOTES
⬑ Both in technical terms and in the ability to offer one’s own critical and objective perspective on what I see.
Serve una mano?
Mi chiamo Fabio Arceri e sono laureato in informatica, attualmente alle prese con un dottorato di ricerca internazionale (titolo tesi: «Study and development of semi-supervised techniques for fake multimedia content detection in social media environments»).

Gli ambiti fondamentali in cui nel corso degli anni ho maturato le mie competenze professionali sono:
- sviluppo software
- formazione
- community management
- ricerca
Tra i contesti in cui ho avuto la possibilità di esprimere il mio potenziale figurano diverse realtà aziendali e associative, tra cui:

iCTLab


GDG

Tree

Nemesi

Unict

ISN

Beonbuy

ECG

Tree

Blabs
Queste esperienze, guidate dalla passione verso la ricerca di ottimalità , semplicità , eleganza progettuale e senso pratico, mi hanno così portato a sviluppare nel tempo una mente sistemica e multifattoriale, capace in generale di:
- analizzare/studiare a fondo una data necessità o problema per comprenderne l'essenza,
- individuarne criticamente delle strategie risolutive plausibili e implementarle in modi appropriati rispetto al contesto,
- pianificare le attività per una realizzazione ottimale della soluzione elaborata,
ma anche di comunicare/spiegare qualcosa di particolarmente complesso (meccanismi, processi, strutture, ecc...) anche ai non addetti ai lavori, adattando il livello della spiegazione all'uditore.
Tutto questo, unito ad altre mie fortunate qualità quali la curiosità , l'inventiva e l'immaginazione, mi ben dispone verso la progettazione di visioni e architetture non solo digitali ma anche concettuali e cognitive.
Qualcuno potrebbe trovare queste qualità , capacità e competenze di particolare utilità in attività di problem solving: confermo, in effetti mi tornano utili piuttosto spesso 😜
Ecco come posso esservi utile
Ok, nella sezione precedente ho presentato in modo riassuntivo i tratti generali e i punti salienti delineanti la mia formazione.
In questa sezione voglio invece aiutarvi ad inquadrare rapidamente, a livello pratico, se e come posso portare valore all'interno del vostro business.
E dunque... tre, due, uno, vamos.

REDAZIONE/REVISIONE TESTI E MODULISTICA

FORMAZIONE E COMUNICAZIONE
----------------------------
- SPECIALITÀPensiero computazionale e fondamenti di programmazione
- SPECIALITÀProgrammazione procedurale e a basso livello
- Principi di UI/UX
- Linguaggio C (C17 ISO/IEC 9899:2018)
- SPECIALITÀAnatomie dei sistemi software
- SPECIALITÀModellazione orientata agli oggetti
- Real-world development: competenze integrative e strumenti di supporto da conoscere
- ...? <== Parliamone ;-)
AttivitÃ
--------
- Personal e product/service branding: caratterizzazione della value proposition, del target di riferimento e dei canali, media e tone of voice più efficaci ♦ elaborazione di payoff/slogan e del naming ♦ gestione della visibilità /presenza (tempi e modalità ) e della credibilitÃ
- SPECIALITÀPromozione e formazione: presentazione di idee/concept/visioni, tecnologie (e, più in generale, di argomenti tecnici), intenti progettuali e iniziative, resoconti/risultati, ecc... all'indirizzo di pubblici esperti e non esperti (i.e., divulgazione) in forma parlata e scritta (e.g., ripetizioni private, dissertazioni in conferenze et sim., docenza in corsi/webinar, progettazione e produzione di corsi MOOC videoregistrati) ♦ progettazione, organizzazione e gestione esecutiva di hackathon, attività /eventi laboratoriali e seminariali, attività creative varie con obiettivi formativi
- ...? <== Parliamone ;-)
SVILUPPO SOLUZIONI INFORMATICHE
- Product strategy e attività integrativo-supportive: analisi di Problem/Solution fit e Product/Market fit e ideazione di concept per nuovi prodotti ♦ gestione dei portatori di interesse (scoperta, acquisizione e mantenimento) ♦ gestione di branding/promozione, della lavorazione generale (risorse, qualità , flussi, tempistiche, gestione del rischio e del cambiamento in corso di sviluppo, ecc...), del raccordo/mediazione tra team tecnici e non tecnici, processi (creazione, esecuzione, retrospettiva, tuning) e della sostenibilità generale
- SPECIALITÀStudio del dominio applicativo: conduzione delle interviste con i committenti per raccolta dei desiderata/requisiti e analisi critica dei requisiti
- SPECIALITÀSpecifica dei requisiti a vari livelli: relazione analitica in linguaggio naturale e diagrammazione dei vari aspetti del sistema da sviluppare, generalmente tramite UML, macchie a stati, diagrammi di flusso e NLS (notazione lineare strutturata)
- SPECIALITÀSviluppo esecutivo e automazione dei flussi: progettazione tecnica/architetturale di algoritmi e software ♦ scelta delle tecnologie abilitanti ♦ setup degli ambienti di sviluppo, test e produzione ♦ stesura dei codici esecutivi applicando la tecnica tracer bullets ai modelli iterativi ♦ creazione in house di script, spreadsheet e tool di automation, anche in vibe coding (con rifiniture e adattamenti manuali)
- Manutenzione resiliente ed evolutiva: monitoraggio delle prestazioni in ambiente reale ♦ gestione del debito tecnico e pianificazione dei refactoring necessari ♦ analisi dell'evoluzione del contesto d'uso per garantire che la soluzione rimanga efficace e sicura nel tempo
- ...? <== Parliamone ;-)
GESTIONE COMUNITÀ, TEAM E PROCESSI
- SPECIALITÀFondare e far sopravvivere nel tempo una comunità in regime di prosperità : caratterizzazione del membro tipo (bisogni, attitudini/bias, valori, ecc...) ♦ progettazione e gestione delle attività per la creazione di valore ♦ scouting2 delle entità portatrici di interesse ♦ progettazione e gestione delle attività di rinnovo dei sensi di familiarità /appartenenza, di gratificazione e di utilità /responsabilizzazione (coinvolgimento diretto e spinta alla libera iniziativa) ♦ moderazione e gestione dei conflitti ♦ modulazione della qualità di (a) valore e benessere medio individuale, (b) della continuità operativa e (c) della visibilità /presenza/promozione, al fine di creare una percezione di attività costante e di credibilità ♦ gestione della fattibilità /sostenibilità di tutte le attività che entrano in gioco
- Portare un team a raggiungere gli obiettivi con successo: decomposizione ottimale dell'obiettivo in sotto-obiettivi e attività mutuamente dipendenti (WBS), determinazione delle priorità funzionali3 e stima dell'effort ♦ analisi di fattibilità /sostenibilità preso atto della disponibilità (in termini quantitativi e qualitativi) delle risorse umane e strumentali, delle deadline, del budget, dello standard qualitativo atteso sul risultato e di altri eventuali vincoli, con conseguente stima delle tempistiche (essenzialmente durate teoriche delle attività , con rispettivi buffer di sforamento a disposizione, e data di apertura/chiusura attività ) e del rischio di fallimento in tutti i possibili tuning degli schemi di allocazione (i.e., WBS + modello di processo + metodologia di sviluppo + risorse) ♦ scelta del miglior schema di allocazione ♦ stima degli indici di prestazione delle risorse umane (KPI) ♦ supervisione/monitoraggio e gestione proattiva e contingenziale delle criticità ♦ gestione del raccordo/mediazione tra team tecnici e non tecnici
- SPECIALITÀStrutturazione, proceduralizzazione e supervisione/monitoraggio esecutivo dei processi: non ho molto da dire su questo in verità . Cerco semplicemente di far sì che le attività mission critical non siano lasciate al caso ma accompagnate da istruzioni precise e di facile reperimento e interpretazione da qualunque risorsa umana adeguatamente formata. L'idea è quella di:
- risparmiarsi il carico cognitivo non necessario di dover reinventare/ricordare ogni volta come fare questo o quello;
- ridurre al minimo l'esposizione ad errori, dimenticanze e problemi di ogni sorta;
- ridurre al minimo sprechi/costi (per conferire sostenibilità e quindi ragion d'essere all'attività mission critical);
- agevolare le operazioni di supervisione/monitoraggio e consentire un'individuazione rapida (a) dei punti nevralgici (per agire proattivamente) e (b) di quelli in cui si è verificata una data criticità (per intervenire tempestivamente al fine di limitarne al massimo l'impatto);
- laddove possibile, automatizzare parti dei processi mediante l'uso di appositi strumenti informatici, dai più semplici script dedicati fino ai software di project management più completi ed evoluti;
- evitare che una singola persona mantenga tutto il know-how procedurale, di modo che il team o l'organizzazione non rimanga "ostaggio" di un'unica risorsa umana.
In tal senso, sono in grado di revisionare il vostro INTERO sistema informativo, cartaceo o digitale che sia, al fine di individuare tutti i suoi punti critici e di apportare misure correttive e di efficientamento, portando così la produttività della vostra organizzazione a livelli stellari (provare per credere 😉).
Infine, quando non mi occupo di definire/revisionare processi e basi informative, cerco di selezionare il modello "preconfezionato" più adatto per la data situazione, eventualmente adattandolo agli scopi finali. Ad esempio, nel caso di attività di sviluppo software posso spaziare da processi incrementali e iterativi classici alle controparti agili secondo necessità , pur rimanendo fedele ai miei principi di sviluppo pragmatico dettati da studi ed esperienza.
- ...? <== Parliamone ;-)
È tutto :-)
Per maggiori informazioni vi invito a consultare il mio curriculum vitae oppure a raggiungermi via e-mail o su Mastodon.
NOTE
⬑ Ad esempio, nell'ambito dello sviluppo software ho talvolta solo progettato, altre volte solo programmato, altre volte ancora ho solo coordinato.
⬑ Significa scoprire la sua esistenza in sé ma anche comprendere i suoi limiti e le sue qualità (qual è la sua specialità in termini di valore caratteristico per la comunità ? È un leader? Sa organizzare? Sa mediare? Sa comunicare correttamente ciò che pensa? È collaborativo? È assertivo? Ecc...).
⬑ Per priorità funzionale intendo il grado di importanza/urgenza di un dato caso d'uso / feature da realizzare (o, per implicaizone diretta, di una qualunque sotto-attività che conduce alla realizzazione del dato caso d'uso / feature). Contrapposte alle priorità funzionali, tendenzialmente piuttosto ben definite e note a priori ("statiche", potremmo dire), abbiamo poi anche le tracer bullet priorities, priorità di natura estremamente dinamica in quanto strettamente dipendenti dal "grado di cautela" giudicato sul momento come il più appropriato/percorribile per avvicinarsi alla realizzazione definitiva del singolo caso d'uso o funzionalità da implementare.
Need a hand?
My name is Fabio Arceri and I hold a degree in computer science, currently pursuing an international PhD (thesis title: «Study and development of semi-supervised techniques for fake multimedia content detection in social media environments»).

The main areas in which over the years I have developed my professional skills are:
- software development
- education
- community management
- research
Among the contexts in which I have had the opportunity to express my potential there are several corporate and associative realities, including:

iCTLab


GDG

Tree

Nemesi

Unict

ISN

Beonbuy

ECG

Tree

Blabs
These experiences, driven by a passion for optimality, simplicity, design elegance and practical sense, have led me over time to develop a systemic and multifactorial mindset, generally capable of:
- analyzing/studying in depth a given need or problem to understand its essence,
- critically identifying plausible solution strategies and implementing them appropriately according to context,
- planning activities for the optimal realization of the designed solution,
but also of communicating/explaining particularly complex topics (mechanisms, processes, structures, etc...) even to non-experts, adapting the level of explanation to the audience.
All this, combined with other fortunate qualities of mine such as curiosity, inventiveness and imagination, naturally predisposes me toward the design of visions and architectures not only digital but also conceptual and cognitive.
Some might find these qualities, abilities and skills particularly useful in problem solving: I confirm, they do come in handy quite often 😜
Here’s how I can help you
Ok, in the previous section I briefly presented the general traits and key points outlining my background.
In this section I instead want to help you quickly understand, at a practical level, whether and how I can bring value into your business.
So... three, two, one, let’s go.

TEXT WRITING/REVISION AND FORMS
- SIGNATUREAI prompt engineering: optimal engineering of prompts for generative AI and reworking of generated output to achieve greater consistency/foundations, clarity and completeness, with integration of examples and additional considerations/modifications not taken into account by the AI
- SIGNATUREText-centric products: design/production/revision of manuals/guides/tutorials, papers, books, presentations, essays, reports, etc... ensuring syntactic and grammatical correctness, consistent use of typographic conventions, clarity, consistency and flow/rhythm, with or without generative AI support ♦ design/development of intelligent forms (consistent/coherent, clear/intuitive, without unnecessary redundancy, modular/extensible, integrable with external querying/processing systems)

EDUCATION AND COMMUNICATION
------------------------
- SIGNATUREComputational thinking and programming fundamentals
- SIGNATUREProcedural and low-level programming
- UI/UX principles
- C language (C17 ISO/IEC 9899:2018)
- SIGNATURESoftware system anatomies
- SIGNATUREObject-oriented modeling
- Real-world development: complementary skills and support tools to know
- ...? <== Let’s talk about it ;-)
Activities
----------
- Personal and product/service branding: characterization of the value proposition, target audience and the most effective channels, media and tone of voice ♦ creation of payoff/slogans and naming ♦ management of visibility/presence (timing and methods) and credibility
- SIGNATUREPromotion and education: presentation of ideas/concepts/visions, technologies (and more generally technical topics), project intents and initiatives, reports/results, etc... tailored for both expert and non-expert audiences (i.e., dissemination) in spoken and written form (e.g., private tutoring, conference talks and similar, teaching courses/webinars, design and production of recorded MOOC courses) ♦ design, organization and executive management of hackathons, laboratory/seminar activities, and various creative activities with educational goals
- ...? <== Let’s talk about it ;-)
SOFTWARE SOLUTION DEVELOPMENT
- SIGNATUREProduct strategy and integrative-support activities: analysis of Problem/Solution fit and Product/Market fit and ideation of concepts for new products ♦ stakeholder management (discovery, acquisition and retention) ♦ management of branding/promotion, overall production (resources, quality, workflows, timelines, risk and change management during development, etc...), coordination/mediation between technical and non-technical teams, processes (creation, execution, retrospective, tuning) and overall sustainability
- SIGNATUREApplication domain study: conducting interviews with stakeholders to collect wishes/requirements and critical analysis of requirements
- SIGNATURERequirements specification at multiple levels: analytical report in natural language and diagramming of the various aspects of the system to be developed, generally via UML, state machines, flowcharts and NLS (structured linear notation)
- SIGNATUREExecution development and workflow automation: technical/architectural design of algorithms and software ♦ selection of enabling technologies ♦ setup of development, testing and production environments ♦ writing executable code applying the tracer bullets technique to iterative models ♦ in-house creation of scripts, spreadsheets and automation tools, including vibe coding (with manual refinements and adaptations)
- Resilient and evolutionary maintenance: performance monitoring in real environments ♦ technical debt management and planning of necessary refactoring ♦ analysis of context evolution to ensure the solution remains effective and secure over time
- ...? <== Let’s talk about it ;-)
COMMUNITY, TEAM AND PROCESS MANAGEMENT
- SIGNATUREFounding and sustaining a thriving community over time: characterization of the typical member (needs, attitudes/biases, values, etc...) ♦ design and management of value-creation activities ♦ scouting2 of stakeholders ♦ design and management of activities aimed at renewing senses of familiarity/belonging, gratification and usefulness/responsibility (direct involvement and encouragement of free initiative) ♦ moderation and conflict management ♦ modulation of the quality of (a) individual average value and well-being, (b) operational continuity and (c) visibility/presence/promotion, in order to create a perception of constant activity and credibility ♦ management of feasibility/sustainability of all involved activities
- Leading a team to achieve goals successfully: optimal decomposition of objectives into sub-objectives and mutually dependent activities (WBS), determination of functional priorities3 and effort estimation ♦ feasibility/sustainability analysis considering availability (quantitative and qualitative) of human and technical resources, deadlines, budget, expected quality standards and other constraints, with consequent timeline estimation (essentially theoretical activity durations, respective schedule overrun buffers and opening/closing dates) and failure risk estimation across allocation tuning schemes (i.e., WBS + process model + development methodology + resources) ♦ selection of the best allocation scheme ♦ estimation of human resource performance indices (KPIs)♦ supervision/monitoring and proactive/contingency management of critical issues ♦ coordination/mediation between technical and non-technical teams
- SIGNATUREStructuring, proceduralizing and executive supervision/monitoring of processes: I honestly don’t have much to say about this. I simply try to ensure that mission critical activities are not left to chance but supported by precise instructions that are easy to find and interpret by any adequately trained human resource. The idea is to:
- avoid unnecessary cognitive load from having to reinvent/remember every time how to do something;
- minimize exposure to errors, oversights and problems of any kind;
- minimize waste/costs (in order to provide sustainability and therefore justification to mission critical activities);
- facilitate supervision/monitoring operations and enable rapid identification (a) of critical points (in order to act proactively) and (b) where a specific issue occurred (in order to intervene promptly and limit its impact as much as possible);
- where possible, automate parts of processes using appropriate IT tools, from simple dedicated scripts to more complete and advanced project management software;
- avoid a single person retaining all procedural know-how, so that the team or organization does not remain "hostage" to one human resource.
In this sense, I am able to review your ENTIRE information system, whether it is paper-based or digital, in order to identify all its critical points and implement corrective and efficiency measures, thus bringing your organization’s productivity to stellar levels (try it to believe it 😉).
Finally, when I am not defining/reviewing processes and information bases, I try to select the most suitable "off-the-shelf" model for the given situation, possibly adapting it to final goals. For example, in software development activities I can range from classic incremental and iterative processes to agile counterparts as needed, while remaining faithful to my pragmatic development principles shaped by study and experience.
- ...? <== Let’s talk about it ;-)
That’s all :-)
If you'd like to learn more, you can find my full profile here — or simply reach out via email or Mastodon.
NOTES
⬑ For example, in software development I have sometimes only designed, other times only programmed, and still other times only coordinated.
⬑ It means discovering its existence itself but also understanding its limits and qualities (what is its specialty in terms of characteristic value for the community? Is it a leader? Can it organize? Can it mediate? Can it communicate correctly what it thinks? Is it collaborative? Assertive? Etc...).
⬑ By functional priority I mean the degree of importance/urgency of a given use case / feature to be implemented (or, by direct implication, any sub-activity leading to the realization of that use case / feature). Opposed to functional priorities, typically rather well defined and known a priori ("static", we might say), we also have tracer bullet priorities — that is, priorities of an extremely dynamic nature since they strictly depend on the "degree of caution" judged at the moment as the most appropriate/viable to approach the definitive implementation of the single use case or functionality.



